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​​​​​​​The 1930s journal 'Campo Grafico' on display at the ADI Design Museum.

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La rivista anni Trenta “Campo Grafico” in mostra all’ADI Design Museum.

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The ‘Campo Grafico 1933/1939’ exhibition opens the Milan Graphic Festival on Thursday 24 March, at 5.15 pm, at the ADI Design Museum - Free admission

'Campo Grafico 1933/1939: the birth of graphic design' (25 March – 10 April 2022). For the first time all 66 numbers of the Campo Grafico journal are displayed at the ADI Design Museum in an exhibition on the eve of the 90th anniversary of the first issue. Curated by the 'Associazione Campo Grafico', the exhibition displays a cultural phenomenon of worldwide significance.

Campo Grafico started off in Milan under the influence of the great cultural and artistic avant-gardes of the twentieth century. It soon became a forum where trends and ideals converged to give rise to an Italian style of typography and communication. The 1,650 pages (plus 114 tipped-in inserts and other printed material) of the 66 issues on display – now fully digitised and free for consultation on www.campografico.org – testify to the impact of this magazine, which despite being published in only 500 copies, clearly communicated 'tendencies and media during a time of profound changes'.

The inauguration of the exhibition (free access from 25 March 2022 to 10 April 2022) will be open to the public and is scheduled for 5:15 pm on Thursday 24 March. Attilio Rossi, Carlo Dradi, Guido Modiano, Luigi Veronesi, Enrico Bona, Ezio D'Errico, Antonio Boggeri and Bruno Munari were the 'founding fathers' of graphic design and their efforts led to a real revolution between the wars, initiating entirely new ways of combining texts and images in graphics. Symbolically, Campo Grafico took off just as the Nazis closed down the Bauhaus. The fact that Fascism had not so much as a single idea concerning art and culture allowed the journal to carry out an action of renewal, in some cases iconoclastic, and even irritating individuals linked to the Regime. Nonetheless, a clash occurred in 1934 when Attilio Rossi, first editor of the journal, refused to publish the posters of Persico and Nizzoli in favour of Mussolini's plebiscite. With mixed fortunes the journal continued until 1939 when the driving thrust of the early years came to an end. However, its extraordinary quality and its 'long hard look' at graphic design, bring it back today to the centre of the cultural scene.

The exhibition is part of the Milano Graphic Festival event.

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La mostra Campo Grafico 1933/1939 inaugura il Milano Graphic Festival giovedì 24 marzo alle ore 17:15 all’ADI Design Museum - Ingresso libero

Alla vigilia dei 90 anni dalla pubblicazione, l’ADI Design Museum di Milano ospita una mostra – curata dall’Associazione Campo Grafico – dal titolo "Campo Grafico 1933/1939: nasce il visual design" con esposti per la prima volta tutti i 66 numeri della rivista, a testimoniare l’importanza di un fenomeno culturale riconosciuto a livello mondiale.

Campo Grafico nasce a Milano sotto l’influenza delle grandi avanguardie culturali e artistiche del ‘900, divenendo rapidamente il luogo geometrico dove si incontrano le tendenze e le correnti ideali che daranno luogo all’Italian Style per la Tipografia e la Comunicazione. Le 1.650 pagine (più 54 fuori testo e 114 inserti applicati a mano) dei 66 numeri esposti – interamente digitalizzate e di libera consultazione su www.campografico.org – testimoniano l’impatto di questa rivista che, pur essendo tirata in sole 500 copie, è riuscita a comunicare con chiarezza «la mutabilità di tendenze e di mezzi in questa epoca di profonda progressione».

L’inaugurazione della mostra (accesso libero dal 25 marzo 2022 al 10 aprile 2022) sarà aperta al pubblico ed è prevista per le ore 17:15 di giovedì 24 marzo. Un pugno di padri “fondatori” del graphic design, tra cui Attilio Rossi, Carlo Dradi, Guido Modiano, Luigi Veronesi, Enrico Bona, Ezio D’Errico, Antonio Boggeri e Bruno Munari guida tra le due guerre quella che è una vera rivoluzione, che, una volta iniziata apre la strada a modalità del tutto diverse di coniugare testi e immagini nella grafica. Simbolicamente Campo Grafico decolla proprio mentre il nazismo chiude il Bauhaus. La rivista approfitta del fatto che il fascismo non aveva un pensiero unico nell’arte e nella cultura e quindi può portare avanti un’azione di rinnovamento in qualche caso iconoclasta anche verso protagonisti del Regime. Ma non mancheranno momenti di duro confronto quando nel 1934 Attilio Rossi, primo direttore della rivista, rifiuta di pubblicare sulla rivista i manifesti di Persico e di Nizzoli favorevoli al Plebiscito voluto da Mussolini. La rivista proseguirà negli anni le proprie pubblicazioni con alterne fortune, esaurendo nel 1939 quello che era stata la spinta propulsiva degli inizi. Ma la sua straordinaria qualità e la sua capacità di avere uno “sguardo lungo” nel lanciare il graphic design, oggi la riportano più che mai al centro della scena culturale.

La mostra fa parte dell'evento Milano Graphic Festival.

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